Incontrare un calamaro gigante a Teatro? Sì, mi è successo!


Il Calamaro Gigante di Fabio Genovesi
al Teatro dei Marsi 


Incontrare un calamaro gigante a Teatro? 

Sì, mi è successo!



🦑I libri sono emozione,

con loro puoi sognare e vivere vite “altre” dalla tua

e una volta chiusi, puoi continuare ad emozionarti assieme a loro.

Poi però quando quelle storie e quei protagonisti arrivano al cinema,

tu, che avevi letto ed amato quel libro, di cui solo e soltanto tu ne eri regista unico, ne resti perplesso e talvolta anche deluso.

Il film non è affatto male,

ma “i tuoi protagonisti” non li riconosci più,

il regista non sei più tu e rassegnato esclami:

“Peccato, era meglio il libro!



🦑Ma il teatro è tutta un’altra storia.

Il teatro è Magia Pura.



🦑Il 24 Gennaio 2024, il Calamaro Gigante ha debuttato a teatro, al Teatro dei Marsi ad Avezzano ed io, ho vissuto quel debutto con la consapevolezza che quella magia non avrebbe in alcun modo deluso le mie aspettative.


E così è stato.



🦑Quel palco, ha reso la storia scritta da Fabio Genovesi ancor più bella,

laddove fosse mai possibile,

in un’altalena di emozioni e meraviglia,

occhi incantati e cuore sognante.



🦑Scenografie, ritmi di narrazione,

musiche e sapiente versatilità attoriale,

nulla che non rendesse merito a quel Calamaro Gigante che tanto mi fece sognare quando lo lessi.



🦑L’Angela di ieri e di oggi che si raccontano e si scontrano con l’anziano Montfort,

in quel presente e passato legati a doppio filo all’esistenza di ognuno di noi;

in quel voler per forza “capire le cose” con solo la tangibilità degli occhi

rispetto a chi invece crede e sogna, pur senza vedere.



🦑Perdersi e inciampare nella strada della vita;

avere conferma di poco o nulla,

consapevoli però di vivere all’interno di un’immensa meraviglia

pur senza conoscerne i confini.



🦑E dinanzi a quelle onde del mare fluttuanti fatte di semplice tela bianca,

anziché volerle per forza scrivere con mille dati scientifici,

non sarebbe più semplice osservarle danzare,

facendosi cullare per approdare, fosse anche solo con una barchetta di carta,

dove solo loro, guidate dal destino sanno condurci?



🦑Forse ciò significa essere “strani” ? 🦑

Sì, forse. 

Ma degli “strani felici”.



🦑Ed è in quell’essere “strani”,

in controtendenza e odiatori seriali di quel “tanto ormai”,

che possiamo alimentare i nostri sogni e la nostra incontrovertibile felicità.


Perchè nulla è davvero irrealizzabile.

Nulla. 


Il Calamaro gigante di Fabio Genovesi



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