đź“–Mille volte Asante Sotto cieli diversi

✍Caterina Gaglianese

📇Iride Edizioni


💙“Non puoi usare la mano per forzare il tramonto”.

Perché proprio con questo proverbio africano inizio questo post?


💙Sara e Diana, madre e figlia, fantasiosa e idealista l’una e più realista e con i piedi per terra l’altra e un viaggio, assieme, in terra d’Africa; in quel mondo così tanto diverso dal nostro da sentirne il vuoto una volta lasciato.

Occhioni grandi che ti guardano, piccoli fari nella notte della povertà e del vuoto, osservati da chi si stupisce per tanta gioia in un mare di apparente mancanza di tutto. Un’energia primitiva che ammalia e stringe a sé.


💙Osservare, emozionarsi, vivere, come forse mai si era fatto fino a quel momento. L’andare oltre l’ovvio e trovare familiare ed essenziale per sopravvivere quel che mai si sarebbe immaginato possibile e affine a noi.

In questo romanzo ho trovato malinconia e nostalgia.

Ho trovato essenza e purezza.

Ho trovato rispetto, dignitĂ  e amore, nella forma piĂą alta, rara e autentica che esista.


💙Il lettore, grazie a una narrazione fluida e vivide descrizioni, potrà godere di un viaggio attraverso vie afose, attraverso l’allegria del mercato o le spiagge cristalline; potrà osservare la gente, i loro sorrisi, la loro allegria, i bambini che si rincorrono tra le pozzanghere in mezzo al fango come se nulla fosse; una realtà densa di contraddizioni dove l’ospitalità e l’allegria si rincorrono per mano alla sporcizia e al maleodore. Follia e bellezza, facce di una stessa medaglia.


đź’™E poi il mare, che fa da sfondo a un sentimento che per la sua eterea dolcezza e sopraffina delicatezza mi ha travolta. Due culture che si incontrano, che si comprendono senza parlare, che si completano e che desiderano vivere sotto lo stesso cielo. Ma quel cielo sarĂ  disposto a ospitarli assieme? E loro prima ancora di camminare per mano, saranno in grado di camminare da soli?


💙“Asante sana” Caterina, per questa storia che accarezza il cuore, dona rispetto e regala meraviglia.

Non puoi usare una mano per forzare il tramonto, dicevamo…

ma di certo puoi essere grato di poterlo vivere!


Gli occhi del male di Tommaso Mirri


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